Stalattiti e concrezioni nelle Grotte di Castellana
Le concrezioni delle Grotte di Castellana

Che cosa si va a vedere

Le Grotte di Castellana si trovano a Castellana Grotte, a circa undici chilometri da Conversano: un quarto d'ora scarso di auto. Sono il complesso carsico sotterraneo più noto d'Italia e restano, a distanza di quasi novant'anni dall'apertura al pubblico, una delle poche mete pugliesi che funzionano bene anche con la pioggia.

La loro origine è il calcare. Le Murge sono un altopiano di roccia calcarea permeabile: l'acqua piovana, leggermente acida, si infiltra nelle fratture e nel corso di centinaia di migliaia di anni dissolve la pietra, allargando i vuoti fino a formare gallerie e caverne. Dove invece l'acqua deposita il carbonato che ha sciolto altrove, nascono stalattiti, stalagmiti, colonne e concrezioni. Tutto quello che si vede sottoterra è il risultato lentissimo di questi due processi opposti.

La scoperta del 1938

La voragine d'ingresso, chiamata La Grave, era nota da sempre agli abitanti del posto, che la usavano come discarica naturale. Nessuno però ne aveva esplorato le diramazioni. Il 23 gennaio 1938 lo speleologo Franco Anelli si calò sul fondo della cavità, ne perlustrò il perimetro e imboccò uno stretto passaggio laterale: si ritrovò davanti a una seconda caverna così vasta che la sua lampada ad acetilene non riusciva a illuminarne i limiti. Da quel varco è uscito tutto il resto del sistema.

La Grave è ancora oggi la prima sala del percorso: circa cento metri di lunghezza, cinquanta di larghezza, sessanta di profondità, ed è l'unico punto in cui la luce del giorno entra dall'alto, attraverso l'apertura naturale. Più avanti si incontrano ambienti come la Caverna della Civetta, dove le forme delle concrezioni hanno suggerito i nomi di fantasia che le guide raccontano lungo il tragitto.

I due itinerari

La visita è sempre accompagnata da una guida e si sceglie tra due percorsi:

  • Percorso parziale: circa 50 minuti, un chilometro. Copre all'incirca un terzo del complesso e non arriva alla Grotta Bianca. Adatto a chi ha poco tempo o cammina con difficoltà.
  • Percorso completo: circa 100 minuti, tre chilometri. Attraversa tutte le sale principali e termina alla Grotta Bianca. È la visita che vale il viaggio.

Entrambi si svolgono intorno ai settanta metri di profondità. Il percorso completo comporta una risalita al rientro e alterna scalini, passerelle e tratti stretti: chi ha problemi di deambulazione o soffre gli spazi chiusi farà bene a scegliere l'itinerario breve.

La Grotta Bianca

La sala che chiude il percorso lungo è quella che ha dato fama internazionale al sito. La Grotta Bianca deve il nome ai cristalli di calcite depositatisi con una purezza quasi assoluta, che restituiscono un candore da alabastro: colonne, cortine e concrezioni di ogni forma, in un ambiente descritto da decenni come la caverna più splendente del mondo. È l'unico momento della visita in cui, di norma, sul gruppo cala il silenzio.

Museo e osservatorio

All'esterno il complesso comprende il Museo Speleologico intitolato a Franco Anelli, con materiali sulla geologia e sulla speleologia del territorio e un'attività didattica strutturata. Sulla terrazza panoramica del museo si trova l'Osservatorio astronomico Sirio, che organizza serate di osservazione del cielo aperte al pubblico: un abbinamento curioso e coerente, sotto e sopra la stessa roccia. Programma e modalità di partecipazione cambiano di mese in mese e si consultano sui canali ufficiali.

Come prepararsi

  • Temperatura: sottoterra si sta tra i 14 e i 18 gradi tutto l'anno. Ad agosto lo sbalzo è notevole: serve una felpa o una giacca leggera anche in piena estate.
  • Scarpe: da ginnastica, o comunque con suola di gomma piatta. I pavimenti sono spesso umidi.
  • Orari e tariffe: variano con la stagione e con l'itinerario scelto. Vanno verificati sul sito ufficiale, dove si acquistano anche i biglietti; nei periodi di punta conviene muoversi con anticipo.
  • Lingue: le visite sono in italiano e, in alta stagione, anche in inglese, francese e tedesco.

Da Musa Maris le grotte sono la gita corta per eccellenza: si parte dopo colazione, si fa il percorso completo e si è di ritorno in villa per pranzo, con il pomeriggio libero in piscina. In alternativa si combinano con Alberobello nella stessa giornata, visto che si trovano lungo la stessa direttrice verso la Valle d'Itria.

Musa Maris — la villa con piscina privata nella campagna di Conversano

Tre camere matrimoniali, tre bagni, piscina privata ad uso esclusivo e patio coperto tra gli ulivi secolari: la base giusta per scoprire la Puglia e tornare ogni sera al silenzio della campagna.