Un blocco di calce sopra la piana
Ostuni si trova in provincia di Brindisi, a circa sessanta chilometri da Conversano, e si vede da molto lontano: un abitato compatto arroccato sui colli, bianchissimo, sospeso sopra una distesa di uliveti che scende verso l'Adriatico. La distanza la rende una gita di giornata piena e non una scappata, ed è il caso di metterlo in conto quando si organizza la settimana.
Il bianco non è una scelta estetica recente. La calce era il materiale più economico e disponibile: si produceva sul posto, proteggeva la pietra e rifletteva la luce mantenendo gli interni più freschi. Secondo una tradizione locale radicata veniva usata anche per le sue proprietà disinfettanti nei periodi di epidemia. Il risultato, ripetuto su ogni facciata per secoli, è un centro storico che cambia colore con le ore e che al tramonto sembra accendersi da solo.
La Terra: il centro storico
Gli ostunesi chiamano il nucleo antico La Terra. È un labirinto di vicoli, corti chiuse, archi e scalinate che si avvolgono intorno al colle seguendo l'andamento delle antiche mura: l'impianto ricorda quello di una casbah, con percorsi che si restringono, girano su se stessi e sbucano all'improvviso su un affaccio. Non ha molto senso pianificare un itinerario; conviene salire verso l'alto e lasciare che la topografia faccia il lavoro.
Le pendenze sono serie e il fondo è in pietra levigata dall'uso. Servono scarpe comode, e nelle ore centrali dell'estate è meglio evitare del tutto: il riverbero della calce è violento e l'ombra scarseggia.
La Concattedrale
Nel punto più alto della città si arriva alla Concattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel Quattrocento e considerata uno dei risultati più alti del gotico pugliese. La facciata in pietra dorata è divisa da cornici e contrafforti e culmina in un profilo mosso, ma l'elemento che resta impresso è il rosone a ventiquattro raggi, tra i più grandi e più elaborati del suo genere in Italia. È il punto in cui vale la pena fermarsi qualche minuto senza fotografare, perché la fotografia ne restituisce poco.
Piazza della Libertà e Sant'Oronzo
Fuori dal nucleo antico, Piazza della Libertà è il salotto di Ostuni. Al centro si alza la guglia con la statua di Sant'Oronzo, patrono della città, realizzata nel 1774 da Giuseppe Greco. Il santo torna protagonista a fine agosto, quando si svolge la festa patronale: il momento più caratteristico è la Cavalcata, documentata dal 1793, in cui decine di cavalieri in divisa rossa, pantaloni bianchi e cappello cilindrico con pennacchio scortano la statua d'argento del santo attraverso le strade della città, in sella a cavalli murgesi bardati. Il programma esatto varia di anno in anno e va verificato sui canali ufficiali del Comune.
Delia, la donna di Ostuni
Il museo di Civiltà Preclassiche della Murgia meridionale, aperto nel 1989 nell'ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, conserva uno dei reperti più straordinari della preistoria italiana. Nel sito di Santa Maria di Agnano, a un paio di chilometri dal centro, il paleoantropologo Donato Coppola scoprì nel 1991 lo scheletro di una giovane donna vissuta circa ventottomila anni (le stime oscillano fra 27.000 e 28.000) fa, morta con il feto ancora in grembo e sepolta con una corona di conchiglie e ocra rossa.
È nota agli studiosi come Ostuni 1 e al pubblico con il nome affettuoso di Delia, e viene spesso descritta come la madre più antica del mondo. Nel museo un diorama ricostruisce la grotta e la sepoltura; il parco archeologico e naturale di Santa Maria di Agnano si visita separatamente. Orari e modalità di accesso, per entrambi, si controllano sui canali ufficiali.
Gli ulivi e il mare
La campagna intorno a Ostuni è uno dei paesaggi olivicoli più antichi d'Europa: una piana di ulivi secolari e monumentali, alberi dai tronchi contorti e cavi, con muretti a secco e masserie fortificate a scandire lo spazio. Attraversarla in auto verso il mare, con il paese bianco che resta alle spalle, è una parte importante della visita e non un semplice trasferimento.
Sulla costa, a nord dell'abitato, si incontrano tratti rocciosi come Costa Merlata, dal profilo frastagliato che ne spiega il nome. A una quindicina di chilometri dal centro storico si trova la riserva naturale di Torre Guaceto, una delle aree marine protette più importanti dell'Adriatico: dune, macchia mediterranea, zone umide e la torre aragonese che dà il nome al sito. L'accesso è regolamentato e le modalità cambiano con la stagione.
Come organizzare la giornata
Sessanta chilometri significano circa un'ora di auto: Ostuni merita una giornata intera, con partenza al mattino, visita del centro storico prima del caldo, pomeriggio sulla costa o tra gli uliveti e rientro in serata. Chi ha tempo può inserire Cisternino o Martina Franca lungo il percorso di ritorno, restando dentro la Valle d'Itria.
Per chi alloggia a Musa Maris, in contrada Monte San Michele, è la meta più lontana tra quelle comodamente raggiungibili in giornata: vale la pena programmarla in un giorno dedicato, senza incastrarla tra due altre visite, e rientrare in villa quando il caldo è passato.
Musa Maris — la villa con piscina privata nella campagna di Conversano
Tre camere matrimoniali, tre bagni, piscina privata ad uso esclusivo e patio coperto tra gli ulivi secolari: la base giusta per scoprire la Puglia e tornare ogni sera al silenzio della campagna.